Libertà della rete per tutti o quasi?

Nell’era delle reti sociali, di Facebook, chat, acquisti on-line e blog usa e getta, esiste ancora la rete libera?
Ha ancora senso parlare di questo come mezzo di distribuzione del sapere?
Forse Internet sta morendo, in maniera particolare nel nostro paese, perché fondamentalmente non è mai nato.

Dopo la stampa-spazzatura e la televisione-spazzatura, arriva il web-spazzatura.
Internet sta sempre più diventando uno spazio informe ed appiattito che non offre nulla e non chiede nulla: siti interi realizzati sulla copiatura di materiale esterno, contenitori di banner pubblicitari la cui forza si misura in click al giorno.

Il sogno della libera diffusione informatica degli anni ’80 e ’90 si è bloccato ai giochi on-line, alle suonerie per cellulari, al porno free, al software pirata e alla propaganda elettorale.

Siamo sotto attacco, perché l’inerzia sociale frena il progresso e ci schiaccia nella banalità.

UnderAttHack è una delle possibili risposte a questa inerzia, si aggiunge al lavoro di coloro che vogliono utilizzare l’informatica per il progresso umano e non abbatterne il significato per allinearla all’ignoranza.

Come vecchietto della rete ho apprezzato molto questo testo, perché concentra le delusioni nelle quali cadono inevitabilmente i sognatori e gli spiriti liberi della rete.

Ma la rete ha le sue regole e risponde sempre agli attacchi continui da parte di chi vorrebbe controllarla, come sempre ecco una nuova risposta di Vita, per una rete che andrebbe alla morte, è una dimostrazione di gioventù creatrice in un mondo vecchio e stanco.

Politici che dibattono su leggi, desuete e non applicabili per le tematiche che non conoscono e non capiscono.

Markettari vari, indaffarati a spostare un mare di gente da un secchio all’altro con il retino.

Tutte cose già viste, passare dal web al web2.0 per arrivare un giorno al web 3000.999 non ha senso se non si predispone un’alfabetizzazione informatica, se non si preparano all’impatto i pesciolini che fino ad ora hanno vissuto nell’ampolla e poi vengono scaraventati nell’oceano di internet senza una guida fidata.

Paradossalmente le nuove generazioni sono molto più smaliziate dei propri genitori bigotti, ed alla fine saranno i giovani che guideranno i vecchi e li metteranno in guardia dalle insidie della rete.

Poi un giorno per caso m’imbatto in questo sito tutto italiano, mi sono divertito molto nel leggere le E-Zine, mi ricordato gruppi italiani ormai andati dispersi, che hanno contribuito molto alla crescita Hacker in Italia, nella definizione più nobile della parola, riconosco in quei testi la vera essenza della filosofia libera, un po’ grezza è vero, ma sono giovani e cresceranno.

Bravi i miei più sentiti complimenti per il progetto.

Happy Hacking 8)

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