Il portale dei desideri

La centralizzazione delle informazioni in un portale, per quanto favorisca l’uso da parte dell’utente finale, snatura il concetto di plurinformazione che è una delle colonne portanti della rete poi c’è sempre il problema di appagare i desideri personali. In molti sentono l’esigenza di creare nuovi portali informativi ma, analizzando l’idea e l’aspetto scatenante si potrà notare che in alcuni casi le strade che si possono percorrere si riducono ad una sola: procedere con un progetto ex novo. Anche se l’idea inizialmente ci sembrerà vantaggiosa, occorrerà procedere con un’accorta analisi, questo per evitare il rischio di costi aggiuntivi che alla fine potrebbero non produrre le innovazioni auspicate.

Credo che, sia più opportuno e deontologicamente più corretto, prima di tutto analizzare e cercare di utilizzare al massimo strumenti già esistenti.

Prima di richiedere ad una società di investire soldi sullo sviluppo di una nuova piattaforma bisogna capire, se e perché, la stessa già presente sul mercato non funziona. Bisogna scindere il “Non funziona” dal “Non è adeguamene sfruttata” dagli utenti stessi e, capirne il perché. Nello stesso tempo, però, non bisogna sottovalutare le persone che si lamentano della cattiva fruibilità, ma anche in questo caso bisognerà scindere e capire se la “Delusione”, dell’utente deriva da una serie di problematiche realmente esistenti oppure, se le stesse dipendono da una eccessiva enfatizzazione che a sua volta ha creato aspettative, che vanno ben oltre le reali potenzialità del servizio offerto.

Nel mondo informatico esistono framework, applicazioni in open source e a pagamento, in ogni caso, applicano ai Social Network la strategia di altri servizi Web 2.0. Quest’ultimi hanno ridotto la complessità e modularizzato le funzioni necessarie consentendo a tutti gli utenti, anche quelli a digiuno di programmazione, di costruire le proprie piattaforme relazionali. Questo sfruttando software già esistenti come CMS, CRM e UGC e, di conseguenza, riducendo notevolmente i costi.
Bisogna sempre ricordarsi che nel vasto universo della rete ogni giorno vengono inserite nuove soluzioni sempre più evolute fornendo, quindi, all’utente finale una valida scaletta di soluzioni per le sue problematiche quotidiane.

Diverso è il discorso se si tratta di utenti a cui viene messo a disposizione dello spazio: ad esempio una università nella cui rete sociale, gli utenti, si possono ritrovare già iscritti. In tal caso il software dovrà essere modificato su misura alle esigenze e quindi, se non adeguatamente personalizzate non si potranno usare applicazioni già pronte.

Chi deciderà di intraprendere un attività di fornitura servizi, in ogni caso, dovrà tener conto di dover investire una minima quota di capitale. Una valida reinterpretazione del capitale si potrà avere con l’ausilio di un socio o ancor di più con l’ausilio di una consulenza, basata sul rapporto win/win. Stabilire una collaborazione, che mira a colmare in maniera efficace e risolutiva parte dello sviluppo del prodotto. Consegnando nelle mani dell’utente finale uno strumento già ben oliato e pronto per l’uso.

Questo tipo di approccio potrà persino generare la nascita di un trend, con la finalità di produrre nuove informazioni o servizi. Evitando implosioni dovute a utenti stanchi di discussioni sterili, senza avere un riscontro dall’aspettativa iniziale o la fagocitazione da parte dei social network.

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