Il vero hacker non ha morale e non censurerebbe mai delle informazioni o delle idee, di qualunque tipo.
Facciamo un esempio estremo:
Un’iniziativa del sacerdote italiano Don Fortunato che nel gennaio del 1998 formò il “Comitato di resistenza contro il Fronte Liberazione Pedofili” e chiese l’aiuto della comunità hacker per smascherare e denunciare i pedofili su Internet e oscurare i loro siti fallì miseramente, fu supportata soltanto da sedicenti hacker di scarsa abilità.
Peraltro chi abbraccia quest’etica e’ per sua natura tollerante e difficilmente si arrabbia, ma si irrita con persone o incarichi che gli fanno perdere tempo.
Ci sono però delle cose che non possono assolutamente sopportare. Una di queste è sicuramente la menzogna, soprattutto nei loro confronti: puoi dire tranquillamente che sono degli imbecilli è un’opinione dopo tutto e come tale va rispettata, ma non puoi dire che rubano galline od evitare un contraddittorio facendo insinuazioni senza mai rispondere concretamente e cancellarlo da uno spazio nel quale è ospite.

