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SI SEDES NON IS

Nell’era delle reti sociali, di Facebook, chat, acquisti on-line e blog usa e getta, esiste ancora la rete libera? Ha ancora senso parlare di questo come mezzo di distribuzione del sapere? Internet sta sempre più diventando uno spazio informe ed appiattito. Il sogno della libera diffusione informatica degli anni ’80 e ’90 si è bloccato ai giochi on-line, alle suonerie per cellulari, al porno free, al software pirata e alla propaganda elettorale.

Storie Hacker 1960/70

In oltre mezzo secolo ne sono cambiate di cose, riuscire a sintetizzare in un testo tutte le storie del mondo hacker è impossibile, per questo senza presunzione alcuna, rivisito volentieri un vecchio testo, con l’intento di fornire le informazioni di base ai nuovi utenti della rete. Se la storia del Web è iniziata con il lancio dello Sputnik, quella degli hacker inizia negli stessi anni con il modellismo ferroviario, a fine anni 50, al MIT di Boston una grande stanza ospitava un enorme plastico ferroviario, controllato dal Signal and Power Subcommittee, alcune persone che lavoravano ad complesso insieme di fili e relè, diedero vita ad un gruppo particolare. La loro filosofia si può riassumere nel motto “hands on”, ovvero, metterci su le mani, nessun approccio teorico, né tantomeno accademico, potevano sostituire il metodo con la sperimentazione, sequenza di prove, di tentativi, di errori e relative soluzioni, questo costituiva l’unico metodo riconosciuto per il progresso nella conoscenza. Il termine hack veniva utilizzato nel gergo del MIT, per indicare gli scherzi degli studenti. Un buon hack poteva essere anche la distruzione di un sistema, purché rientrasse in un esperimento ingegnoso o comunque di notevole complessità. Nel seminterrato di un palazzo si trovava l’apparecchiatura per la contabilità elettronica, collegata al bestione IBM che si trovava al primo piano. Una stanza dove le macchine occupavano l’intera superficie, dove non c’erano monitor, i programmi erano costituiti da fasci di schede perforate. E’ qui, che ha inizio la sfida dei primi hacker.

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Banda larga lumaca

IL SECOLO XIX ad inizio anno ha lanciato l’inchiesta su internet lumaca, scatenando le lamentele più disparate da parte degli utenti di rete, travolti dalle domande e non sapendo come rispondere, un amico mi ha telefonato chiedendomi se era possibile fornire qualche risposta, e dopo una lunga telefonata mi ha chiesto se poteva pubblicarla, l’unica accortezza che gli ho chiesto è stata quella di togliere i nomi delle società.

Riporto il testo della seconda parte dell’inchiesta che potete trova qui
Linee vecchie: il web va al tappeto
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Comunicazione Tecnologica

Pensare di ricorrere alla comunicazione solo nei momenti di cambiamento o nei momenti di crisi, è un errore. La comunicazione è essenziale e utile per diversi motivi: tramite azioni che diffondano all’interno dello staff gli obiettivi aziendali, si può migliorare la produzione di beni e servizi verso l’esterno. Ma non solo.

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