Cyber Politica

Nel cyberspazio c’è un limite intrinseco per ogni tentativo di strutturazione di gruppi politici che vanno al di la dei canoni dettati dai sistemi consolidati nel reale, con questo testo recuperato dal lontano 2007 nelle discussioni che facevamo nei meetup, intendo portare come esempio i gruppi degli amici di Beppe Grillo e nell’assunzione che essi siano movimenti.

In un altro articolo avevo già espresso la mia opinione sui contrasti che in molti gruppi si innescano tra un movimento o cyber politica, concludendo che avrei tentato di spiegare le motivazione del caso, questo perché la definizione tradizionale di movimento mal si adatta ai messaggi che dal 2005 vengono lanciati dal blog di Beppe Grillo.

La definizione di movimento è la seguente:

Formazione collettiva relativamente strutturata che appare identificabile per il nesso dei suoi partecipanti e membri di difendere o promuovere degli oggetti o delle situazioni che hanno una connotazione sociale, e quindi delle implicazioni di fatto o di valore per un gruppo più o meno circoscritto di soggetti. Si tratta quindi di un’associazione di persone che condividono obiettivi programmatici precisi e stabili nel tempo. (Wikipedia)

È mia opinione invece, che i gruppi di cui si discute non debbano essere considerati movimento ma cyber politica, per fare ciò, c’è bisogno di creare una nuova definizione che potrebbe essere la seguente:

Cyber Politica

Libera associazione di persone che hanno idee diverse, ma che condividono singoli obiettivi e collaborano in modo partecipativo per ottenerli, garantendosi il supporto reciproco mediante strutture comuni.

La differenza è fondamentale, perché non esistono obiettivi stabili caratterizzanti il gruppo. Il gruppo stesso si configura come una piattaforma organizzativa che gode della fiducia di tutti e che possa dare supporto tecnico e/o di competenze per agevolare altri gruppi più o meno grandi, che in prima linea si preoccupano di portare avanti una data iniziativa. Per questo, il punto chiave e che si deve mantenere l’organizzazione separata dai programmi e/o dalle iniziative.

A questo punto le persone che hanno autorevolezza in questa tipo di organizzazione non sono chiamate a decidere e portare avanti una linea, ma coordinano esclusivamente il supporto tecnico e/o l’allocazione di risorse e/o di competenze per le iniziative scelte dai membri del gruppo, coordinando in modo equo ed eticamente ineccepibile organi globali di supporto, come per esempio quello per le pubbliche relazioni, lo staff legale, ecc.

Come tali, i membri del “vertice” non vengono quindi più scelti per via delle loro idee e convinzioni, ma esclusivamente per la loro bravura nel supervisionare e supportare senza entrare nel merito, le iniziative portate avanti in prima persona dagli altri membri. Questo agevola di molto il compito della selezione degli autorevoli del gruppo, ed evita che essi possano avere maggior potere decisionale degli altri membri.

Tuttavia, per giungere ad una realizzazione del concetto di cyber politica che consenta di essere applicata con efficacia nel mondo reale, è necessario che la piattaforma organizzativa sostanziale garantisca il rispetto dei seguenti requisiti:

1) L’organizzazione va mantenuta separata dai programmi e dalle iniziative: l’organo di coordinamento non deve poter decidere la linea politica, ma deve garantire, senza entrare nel merito, che le iniziative democraticamente scelte dai membri del gruppo possano essere portate avanti con efficienza ed efficacia.

2) Va massimizzata la quantità di democrazia partecipativa a tutti i livelli, riducendo al contempo drasticamente i rischi di inquinamento e strumentalizzazione da parte di elementi infiltrati (che possono avere un secondo fine), ma anche da altri elementi disturbatori (che possono non avere un secondo fine strategico, ad es. i buontemponi). Questo si può ottenere prevedendo diverse categorie di membri con procedure chiare, obiettive e democratiche per acquisire credito e diritti.

3) Va eliminato il rischio delle conseguenze di conflitti programmatici e scelte sbagliate sull’intero gruppo, visto che si tratta di un cyber politica. Per far questo si deve rinunciare al concetto di programma prestabilito, ed ogni membro del gruppo deve assumersi le responsabilità delle iniziative in cui crede e portarle avanti in prima persona, usufruendo del supporto dell’intero gruppo, ottenuto tramite gli autorevoli che hanno la fiducia di tutti. Tuttavia, ogni membro deve essere sollevato dalle conseguenze negative di altre iniziative che ritiene errate.

4) Si deve avere un sistema altamente modulare, flessibile e dinamico (come peraltro già ampiamente osservato da molti). Ciò garantisce massima robustezza contro incidenti di percorso (che saranno frequenti, dato che si tratta di cyber politica in cui i membri non condividono e non condivideranno mai tutto).

5) Si deve avere un sistema che si fonda su un insieme chiaro e minimale di regole non ambigue, facilmente applicabili e il cui rispetto deve essere facilmente verificabile da tutti.

6) Non deve esistere un vertice con maggiori poteri decisionali. Infine, è fondamentale che tutte le interazioni tra i membri siano pubbliche, basate e documentate in rete. Deve essere ovviamente possibile prevedere forme diverse di incontro, ma le piattaforme su Internet devono essere il luogo privilegiato per le interazioni e soprattutto essere autocontenute.

Concludendo
Il grande successo del movimento 5 stelle che fa capo al blog di Beppe Grillo, ha sempre seguito queste linee di principio, basterebbe rileggersi tutti i comunicati politici, unica nota stonata è l’ultimo uscito (53) perché chiude in maniera drastica la partecipazione politica, ma c’è da dire che dopo un’espansione cosi prorompente, è preferibile ripartire da una situazione minimale già consolidata con persone che hanno creduto al rinnovamento culturale, per poi riaprire a chi propone soluzioni su argomenti ben definiti, perché se si parla solo di candidature quella rivoluzione culturale che abbiamo cercato di portare avanti si arresterebbe bruscamente e rientrerà nelle dinamiche del sistema attuale, cioè da movimento a partito, mentre il mio sogno è quello di ridisegnare il mondo tutti insieme.

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