I PARTITI sono MORTI

La politica è morta. I Politici non rappresentano il popolo Italiano. Sono avvoltoi che si spartiscono le spoglie dell’Italia. Il pubblico diventa ogni giorno che passa una questione privata. Il sociale è oggetto di lucro. Scuola, sanità, acqua, energia, trasporti e informazione, sono merce di scambio dei partiti.

Noi non siamo in vendita

I partiti sono morti, noi non vogliamo fondare un “partito”, un apparato, una struttura di intermediazione, il Movimento ha un programma. Chi aderisce al programma si presenta e chiede il voto. Come già abbiamo dimostrato in passato, per chi è stato eletto dalla Rete, votati in massa dalla Rete, che hanno parlato, parlano e parleranno ai loro elettori, in modo diretto, attraverso la Rete.

Servono persone come loro in Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni e nei capoluoghi di Provincia. Persone oneste e indipendenti che rispondono ai cittadini come cittadini.

Questa è la POLITICA del movimento.

La vera innovazione siamo noi cittadini, l’informazione non esiste più, è rimasta solo la propaganda governativa e della finta opposizione pagata dalle nostre tasse. I vostri sondaggi non riusciranno a farvi sopravvivere al futuro.

Noi non abbiamo potuto eleggere i nostri rappresentanti. Il Parlamento è incostituzionale, va sciolto e ripristinata la possibilità di votare con la preferenza.

Vogliamo scegliere chi ci rappresenta, come vogliamo mandare a casa chi non ci rappresenta più, gruppi o singoli che sia.

Senza un Parlamento espressione degli elettori non c’è futuro, non c’è democrazia.

Senza rispetto per la legge e la costituzione non c’è libertà.

Una decina di persone si arroga il diritto di decidere per tutti. L’Italia è una torta. Una fetta a me, una fetta a te. Le persone in movimento rappresentano un punto di rottura rispetto all’uso che le amministrazioni hanno fatto fin qui del web. Continuano ad ignoraci relegandoci come ad un malessere passeggero, perché non possono batterci in questa rivoluzione, pochi vedono le nostre potenzialità, il nostro utilizzo della rete non è finalizzato per mettere in contatto le persone con la politica, ma soprattutto di far parlare i cittadini tra loro, in modo da consentire di aiutarsi reciprocamente e di cooperare per una trasparente gestione del proprio governo.

Il cittadino non è un suddito, che deve subire passivamente le decisioni prese nel Palazzo, né una controparte da cui difendersi con incomprensibili cavilli.

Se in un Paese drogato dalla televisione e con la banda larga scarsamente diffusa, la Rete è riuscita a mandare delle persone fino in Europa, con il maggior numero di voti di ogni deputato europeo di qualunque Paese, il futuro è dalla nostra parte.

Siamo arrivati alle battute finali di una farsa. Dalla Papuasia alla Terra del Fuoco l’Italia è diventata sinonimo di puttanopoli, di mafiopoli, siamo derisi insieme allo psiconano in ogni angolo della Terra.

Noi abbiamo solo la Rete, il nostro entusiasmo e la voglia di cambiare, ciò che non ci piace, in meglio.

Loro, tutto il resto.

Siamo gli ultimi, gli esclusi, i derisi, ma anche i più pericolosi, perché noi siamo la Civic hacking.

Per noi la funzione del governo è quella di fornire dati e servizi, permettendo a chiunque sia interessato di utilizzarle, per migliorare le pubbliche amministrazioni senza filtri politici, consentendo notevoli risparmi rispetto al tradizionale. Il coinvolgimento dei singoli cittadini nel processo decisionale è innanzitutto un tema etico per una democrazia, consente di scardinare le vecchie logiche clientelari e guerre di dominio, atte al raggiungimento di posizioni decisionali il più delle volte non meritate.

Secondo il nostro punto di vista, ciò può portare notevoli benefici anche in termini di maggiore efficienza delle scelte e di uso più attento delle risorse pubbliche.

Se condividi questo comunicato, ridistribuiscilo come tuo.

Rompi gli indugi, se il tuo Partito non ti rappresenta strappa la tessera e scegliamo insieme, chi possa finalmente portare la voce di cittadini.

Siamo in guerra per la democrazia e dobbiamo vincerla.

Diamoci da fare

Ognuno conta uno nella e-gov del MoVimento.

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